Progettazione ed Installazione Impianti di Spegnimento Perugia

Gli impianti di spegnimento automatici sono realizzati dove è necessario che un incendio sia o controllato per evitare il suo propagarsi o estinto nel più breve tempo possibile. Gli impianti di spegnimento sono di vario tipo e sono specifici al tipo di situazione che si vuole proteggere, in particolare nella scelta dell'estinguente utilizzato in base al principio di estinzione. La Specifica d'Impianto è una relazione che indica le norme di progettazione seguite, le prestazioni dell'impianto, le sue caratteristiche dimensionali e quelle dei suoi componenti, nonché l'idoneità dell'impianto in relazione al rischio di incendio e assume una valenza rilevante ai fini della definizione delle caratteristiche del sistema da installare e della norma tecnica di riferimento applicata.

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IMPIANTI DI SPEGNIMENTO A GAS ESTINGUENTE

Si tratta di sostanze estinguenti presenti sotto forma gassosa, che agiscono in varie forme (chimiche, soffocamento, saturazione, ecc). Si tratta in particolare di gas chimici (NOVEC 1230), gas inerti o anidride carbonica.

La Specifica d’Impianto riguarda tipicamente la classificazione del pericolo d’incendio tipico dell’area o delle aree interessate dalla protezione con sistema a gas (se soggette ad incendio di classe A o di classe B e se con presenza di plastica e/o cavi elettrici in tensione), la tipologia di protezione prevista (protezione di area oppure protezione di oggetto), la tipologia d’impianto (a gas chimico o a gas inerte), la necessità di mantenere condizioni di sicurezza per le persone presenti, l’estensione della protezione ad eventuali aree nascoste di controsoffitto o di sottopavimento, il riferimento normativo per il dimensionamento dell’impianto e soprattutto l’obbligatorietà della marcatura CE per i componenti dell’impianto e per il pannello di controllo costituente l’interfaccia con il sistema di rivelazione.

La specifica comprenderà sempre il riferimento alla normativa tecnica applicabile:

  • Serie UNI EN15004 Installazioni fisse antincendio
  • Sistemi estinguenti gassosi
  • Se in accordo alle norme americane NFPA: NFPA 2001 ‘Standard on Clean Agent Fire Extinguishing Systems’

La specifica dovrà terminare con una dichiarazione di idoneità dell’impianto in relazione al rischio d’incendio presente nell’attività.

Per una rapida e definitiva estinzione dell’incendio in un’area protetta da un impianto di spegnimento è quello della permanenza dell’agente estinguente nell’area stessa.

Per determinare tale capacità di mantenimento della concentrazione dell’estinguente nel volume da proteggere, in fase di progettazione e periodicamente dopo la realizzazione dell’impianto si esegue il Fan Door Integrity Test, che determina il grado di chiusura del volume interessato dall’impianto di spegnimento.

Tramite specifici algoritmi di calcolo, il test è in grado di valutare l’integrità del volume da proteggere e di conseguenza di determinare il tempo di permanenza minimo dell’agente estinguente, quantificando le perdite del locale per una corretta valutazione della quantità di agente estinguente necessario a proteggere completamente la zona designata.

Secondo la norma di riferimento UNI 10877, il Door Fan Test è obbligatorio ed è indispensabile per la verifica di tenuta dei locali nei quali vengono installati impianti a saturazione totale: infatti una tenuta non adeguata potrebbe compromettere il corretto funzionamento dell’impianto di spegnimento.

La norma UNI 10877 e la norma ISO 14520 obbligano, sia in fase di installazione di nuovo impianto sia in fase di manutenzione, il controllo e l’integrità del volume protetto per localizzare e quindi sigillare efficientemente qualunque eventuale perdita d’aria significativa che potrebbe portare all’incapacità del volume di mantenere il livello specificato di concentrazione della sostanza estinguente per il periodo di permanenza minimo di 10 minuti.

IMPIANTI DI SPEGNIMENTO AEROSOL

L’aerosol è un agente estinguente di nuova generazione generalmente a base di potassio.

È composto generalmente da particelle finemente suddivise e sostanze gassose, generate mediante processo di combustione di un composto solido. Agisce soffocando l’incendio.

La Specifica d’Impianto riguarda tipicamente la classificazione del pericolo d’incendio tipico dell’area o delle aree interessate dalla protezione con sistema aerosol (se soggette ad incendio di classe A o di classe B e se con presenza di plastica e/o di cavi elettrici in tensione), la necessità di mantenere condizioni di sicurezza per le persone presenti, ove applicabile, l’estensione della protezione ad eventuali aree nascoste di controsoffitto o di sottopavimento, il riferimento normativo per il dimensionamento dell’impianto e soprattutto l’obbligatorietà della marcatura CE per il pannello di controllo costituente l’interfaccia con il sistema di rilevazione.

La specifica comprenderà sempre il riferimento alla normativa tecnica applicabile:

  • UNI ISO 15779 ‘Installazioni fisse antincendio
  • Sistemi estinguenti ad aerosol condensato
  • Requisiti e metodi di prova per componenti e progettazione, installazione e manutenzione dei sistemi
  • Requisiti generali
  • Se in accordo alle norme americane NFPA: NFPA 2010 ‘Standard for Fixed Aerosol Fire -Extinguishing Systems’

La specifica dovrà terminare con una dichiarazione di idoneità dell’impianto in relazione al rischio d’incendio presente nell’attività.

IMPIANTI DI SPEGNIMENTO AD ACQUA E/O ACQUA-SCHIUMA

L’azione estinguente della schiuma antincendio è il soffocamento ed è indicata per i liquidi infiammabili e per saturazione volumetrica. È invece controindicata per apparecchiature elettriche, sostanze tossiche o sostanze che reagiscono violentemente con l’acqua.

La Specifica d’Impianto riguarda tipicamente la classificazione del livello di pericolo dell’area o delle aree interessate dalla protezione con sistema specifico, la tipologia di protezione prevista (protezione di area protezione di oggetto), la tipologia d’impianto (con ugelli chiusi o aperti), l’estensione della protezione ad eventuali aree accessorie, il dimensionamento (tipologia di ugelli previsti, area specifica per ugello in m2, numero di ugelli simultaneamente operativi e pressione residua minima da applicare, ecc…).

Per il sistema va poi indicata l’alimentazione dell’impianto, in termini di portata richiesta, di pressione tipica e di durata con la conseguente dimensione della riserva, ove prevista.

Per l’alimentazione il professionista indicherà anche la tipologia di alimentazione prevista (singola, o singola superiore) e le sue caratteristiche realizzative (se deriva da acquedotto, con o senza pompa/e di surpressione o se realizzata con vasca e pompa/e di tipo dedicato). In caso di utilizzo di schiumogeno dovrà essere indicata la tipologia di schiumogeno prevista, la concentrazione da applicare, la durata di erogazione dello schiumogeno e il sistema di miscelazione.

La specifica comprenderà sempre il riferimento alla normativa tecnica applicabile:

  • UNI CEN/TS 14816 ‘Installazioni fisse antincendio – Sistemi spray ad acqua – Progettazione, installazione e manutenzione’
  • UNI EN 13565-2 Sistemi fissi di lotta contro l’incendio – Sistemi a schiuma – Parte 2: Progettazione, costruzione e manutenzione
  • UNI 11292 ‘Locali destinati ad ospitare gruppi di pompaggio per impianti antincendio – Caratteristiche costruttive e funzionali’
  • Se in accordo alle norme americane NFPA: NFPA 15 ‘Standard on Water Spray Fixed System forFireProtection’ o NPFA 16 ‘Standard forthe Installation ofFoam-Water Sprinkler and Foam-Water Spray Systems.

La normativa tecnica deve essere estesa anche all’alimentazione idrica.

La specifica dovrà terminare con una dichiarazione di idoneità dell’impianto in relazione al rischio d’incendio presente nell’attività.

IMPIANTI DI SPEGNIMENTO SPRINKLER CON GRUPPI DI POMPAGGIO UNI EN12845

L’acqua viene erogata sull’incendio in forma frazionata la cui azione estinguente principale è il raffreddamento.

La Specifica d’Impianto riguardo tipicamente la classificazione del livello di pericolo dell’area o delle aree interessate dalla protezione con sistema sprinkler, la tipologia di protezione prevista (solo a soffitto oppure a soffitto più scaffali), la tipologia d’impianto (ordinario, a preazione o a secco, ove applicabile), l’estensione della protezione ad eventuali aree nascoste di controsoffitto o di sottopavimento, il dimensionamento (tipologia di sprinkler previsti, area specifica per sprinkler m2, numero di sprinkler simultaneamente operativi e pressione residua minima da applicare, ecc…) nonché l’alimentazione dell’impianto in termini di portata richiesta e di durata con la conseguente dimensione della riserva, ove prevista.

Per l’alimentazione il professionista indicherà anche la tipologia di alimentazione prevista (singola, o singola superiore) e le sue caratteristiche realizzative (se derivata da acquedotto, con o senza pompa/e di surpressione, o se realizzata con vasca e pompa/e di tipo dedicato.

La specifica comprenderà sempre il riferimento alla normativa tecnica applicabile:

  • UNI EN12845 Installazioni fisse antincendio – Sistemi automatici a sprinkler – Progettazione, installazione e manutenzione’
  • UNI 11292 ‘Locali destinati ad ospitare gruppi di pompaggio per impianti antincendio – Caratteristiche costruttive e funzionali’
  • Se in accordo alle norme americane NFPA: NFPA 13 ‘Standard for the installation of Sprinkler Systems’.

La normativa tecnica deve essere estesa anche all’alimentazione idrica.

La specifica dovrà terminare con una dichiarazione di idoneità dell’impianto in relazione al rischio d’incendio presente nell’attività..

STAZIONE DI ALLARME AD UMIDO

Le valvole ad umido vengono utilizzate nei sistemi con acqua a monte ed a valle della stazione.

Esse hanno principalmente due scopi: il primo è quello di permettere il passaggio dell’acqua nel caso di rottura di uno o più sprinklers, il secondo è l’attivazione di un allarme sonoro che non dipenda da alcuna sorgente elettrica.

Attraverso l’uso della camera di ritardo si eliminano le possibilità di falsi allarmi dovuti alle variazioni di pressione è possibile utilizzare dei sistemi di allarme supplementari.

Una caratteristica delle valvole ad umido è l’estrema semplicità con cui si accede al clapper per l’ispezione e la messa in servizio.

Tutti i componenti delle stazioni di allarme ad umido sono listati UL ed approvati FM.

STAZIONE DI ALLARME A SECCO

Le valvole a secco vengono utilizzate nei sistemi con acqua a monte e aria od azoto in pressione a valle della stazione d’allarme.

Questi sistemi si rendono necessari quando la rete di distribuzione è esposta al pericolo di gelo.

La rottura di uno o più sprinklers comporta la caduta di pressione a valle della stazione di allarme e consente il passaggio dell’acqua che provoca l’attivazione della campana idraulica.

Con l’utilizzo di interruttori a pressione è possibile utilizzare dei sistemi di allarme supplementari.

Una caratteristica delle valvole a secco è l’estrema semplicità con cui si accede al clapper per l’inspezione e la messa in servizio.

Tutti i componenti delle stazioni di allarme a secco sono listati UL ed approvati FM.

STAZIONE DI ALLARME A DILUVIO

Le valvole a diluvio vengono utilizzate come valvole di controllo primario tra la sorgente idrica e gli sprinklers o ugelli.

Normalmente sono chiuse e possono essere attivate da un sistema di rivelazione.

Il sistema di allarme viene attivato all’apertura della valvola attraverso i suoi accessori.

La valvola può essere attuata anche manualmente o pneumaticamente.

Con l’utilizzo di interruttori a pressione è possibile utilizzare dei sistemi di allarme supplementari.

Tutti i componenti delle stazioni di allarme a diluvio sono listati UL ed approvati FM.

Da sinistra verso destra, Sprinkler Upright, Pendent e Sidewall

IMPIANTI DI SPEGNIMENTO DI TIPO WATER MIST

La Specifica d’Impianto riguarda tipicamente la classificazione del livello di pericolo dell’area interessata dalla protezione, la tipologia di protezione prevista, la tipologia d’impianto, l’estensione della protezione ad eventuali aree nascoste di controsoffitto o di sottopavimento, il dimensionamento e soprattutto l’approvazione da ente terzo riconosciuto ottenuta dal costruttore del sistema per lo specifico scenario d’incendio che si intende proteggere.

Per il sistema va poi indicata l’alimentazione dell’impianto, in termini di portata richiesta, di pressione tipica e di durata, oltre alla sua tipologia e alle sue caratteristiche realizzative.

La specifica comprenderà sempre il riferimento alla normativa tecnica applicabile:

  • UNI/TS 14972 ‘Installazioni fisse antincendio – Sistemi ad acqua nebulizzata – Progettazione e installazione’
  • UNI 11292 ‘Locali destinati ad ospitare gruppi di pompaggio per impianti antincendio – Caratteristiche costruttive e funzionali’
  • Se in accordo alle norme americane NFPA: NFPA 750 ‘Standard on Water MistFireProtection Systems’.

IMPIANTI DI SPEGNIMENTO A POLVERE

Le polveri antincendio sono costituite da miscele di sostanze chimiche sotto forma di polveri combinate insieme, additivate per migliorare la scorrevolezza, l’idrorepellenza, e per la compatibilità con le schiume.

Le polveri di estinzione utilizzate in questi sistemi antincendio sono altamente efficienti, estinguenti ad azione rapida. L’effetto spegnimento improvviso della nuvola di polvere è causato dall’effetto asfissia e dall’effetto anticatalitico, un intervento chimico nel processo di combustione.

Essi sono utilizzati per incendi con sostanze solide, liquide o gassose e per incendi di metalli, quindi, vengono utilizzate per gli incendi di classe A, B, C e D.

Se bisogna proteggere più stanze e oggetti con i sistemi di estinzione a polvere, si utilizzano dei contenitori di polvere centrali in acciaio anti compressione sufficienti per proteggere tutte le zone.

Gli impianti di estinzione a polvere piccoli sono raccomandati per gli oggetti in un ambito circoscritto di protezione. Per gran parte dei casi, la progettazione e il dimensionamento di tali sistemi di estinzione in polvere sono standardizzati e, quindi, i costi sono ridotti al minimo. Essi sono preferibilmente utilizzati in cappe, condotti dell’aria di scarico, laboratori e istituti di sperimentazione, depositi di benzina, hangar, ecc.

La finissima granulometria delle polveri ne sconsiglia l’uso su impianti elettronici e apparati digitali.